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Rennes-le-Château è situato su di una collina a circa 40 km da Cacassonne, nella Francia meridionale. Luogo dove è facile imbattersi nelle tracce dei molti che ne hanno occupato il territorio: Celti, Romani, Visigoti, Saraceni e Franchi.
Ogni anno questo luogo richiama migliaia di amanti del mistero e cercatori di tesori, nonostante ogii conti una popolazione di circa 100 abitanti, mentre durante il regno visigoto nel V secolo ne contava più di 30.000; questo calo demografico fu dovuto ad un'epidemia di peste che sterminò la popolazione.
Il paesino faceva parte del feudo del sesto Gran Maestro dei Templari, Bertrand de Blanchefort, colui che nel 1160 aveva deciso il trasferimento del tesoro dal Tempio di Salomone in Europa. Comunque tornando al richiamo che esercita questo luogo è sicuramente per  il tesoro che sarebbe nascosto in paese o nei dintorni, "forse" ritrovato dal parroco che guidò la locale chiesa di Santa Maddalena tra il XIX e XX secolo: Bérenger Saunière.
Ma prima di parlare di Saunière è bene andare leggermente indietro nel tempo per capire i fatti.
Nel 1781 il curato di Rennes è Antoine Bigou, questi fu chiamato dalla marchesa d’Hautpoul-Blanchefort ( diretta discendente di Bertrand de Blanchefort ) perchè in punto di morte e voleva confessarsi. Ma quando Bigou si recò alla dimora della marchesa scoprì che era sì malata ma non morente.
In realtà la marchesa voleva confidare un segreto di famigliache doveva essere tramandato e così fece. La marchesa morì il 17 gennaio 1781 e venne sepolta nel cimitero della chiesa, al contrario dei suoi familiari he furono sepolti all'interno della cripta stessa. Il segreto rivalato a Bigou doveva essere davvero terribile, tanto che fu visto spesso parlare da solo. Dopo dieci anni decise di coprire la tomba della marchesa con un'altra lapide e  davanti all’altare pose una lastra sul pavimento chiamata "dalle des Chevaliers" e la pose capovolta. Inoltre pose dei documenti in uno dei pilastri accanto all'altare.
La cosa strana che ci si chiede è perchè Bigou avesse seppellito la marchesa nella cripta come gli altri familiari, inoltre faceva parte della dinastia merovingia e aveva dei familiari appartenenti all’Ordine Templare meritava pienamente di essere sepolta nella cripta insieme alla sua famiglia.  Bigou fu dichiarato "prete non giurato" nel 1791 e morì nel 1794 in Spagna, dove si era rifugiato. Ma prima di morire doveva tramandare il segreto e così fece. Lo rivelò all’abate Caunielle, che a sua volta lo rivelò ad altri due abati, Jean Viè e Cayron. Jean Viè era curato di Rennes-Le-Bains e il suo successore fu Henri Boudet, che diventerà presto amico di un certo Saunière.
Saunière
La leggenda su questo tesoro prende vita quando vengono effettuati dei lavori di ristrutturazione nella parrocchia, lavori eseguiti tra il 1887 e il 1897, e Saunière si imbatté in una serie di reperti di cui è rimasta sola una debole traccia  e qualche testimonianza da parte di suoi conoscenti.  In uno dei diari Saunière scrive della scoperta di un sepolcro, che avrebbe trovato sotto il pavimento della chiesa, si tratta dell'antico sepolcro dei Signori del paese il cui accesso era stato murato. Era l’ingresso alla cripta degli Hautpoul-Blanchefort, e c’era anche la tomba vera della marchesa. Qui Saunière capì che nella tomba del cimitero c’era qualcun altro o qualcos’altro.
Testimonianze  parlano del ritrovamento di un contenitore di oggetti preziosi, e che all'interno dell'altare o in una fialetta di vetro Saunière avrebbe trovato delle piccole pergamene, due pergamene contenevano alberi genealogici merovingi, le altre riportavano estratti dai Vangeli. Saunière porta le pergamene dal vescovo di Carcassonne, il quale però non riuscendo a cavarne nulla, lo invia a Parigi da uno specialista nella traduzione di testi religiosi.
Qui Sauniere decide all'improvviso di visitare il Louvre.  Subito dopo acquista tre riproduzioni di dipinti:  il ritratto di Sant'Antonio da Teniers, il ritratto di Celestino V. e I pastori d'Arcadia di Nicolas Poussin, (quest'ultima tela, realizzata intorno al 1640, rappresentava un sarcofago con l'iscrizione "Et in Arcadia Ego"; il sarcofago esisteva veramente a poca distanza da Rennes-le-Chateau, e sebbene, in teoria, Poussin non si fosse mai recato da quelle parti, anche il paesaggio dello sfondo del quadro sembrava coincidere con quello reale),i tre dipinti hanno in comune gli sfondi, che ritraggono particolari di paesaggi dei dintorni di Rennes. Appena ritorna a Rennes, il parroco fa riprendere i lavori, viene sollevato un altro lastrone, che nella parte interna rivela due scene: in una un cavaliere che suona il corno mentre il suo cavallo si disseta, nell'altra un cavaliere con un bastone da pellegrino che trasporta un bimbo in spalle. Gli scavi proseguono, fino a quando un operaio urta qualcosa di  molto solido. Sauniere a questo punto decide di allontanare tutti e il suo comportamento  diventa misterioso.
Lo si vede compiere escursioni in campagna sempre più frequenti, durante le quali raccoglie pietre e ciotoli. Sempre e soltanto da solo. Lo si vede andare sempre più spesso al cimitero,  improvvisamente prende a viaggiare, apre conti correnti a Parigi, Budapest, mentre a Maria Denarnaud (la sua perpetua) arrivano frequentemente vaglia da diversi posti, tutti anonimi.

Dopo i restauri della parrocchia, Saunière spese tanto denaro per costruire tutta una serie di eleganti costruzioni tra cui una villa, dei giardini, una balconata panoramica, una torre-biblioteca e una serra per gli animali esotici. Tutto ciò non passò inosservato al vescovo De Beauséjour che, dopo una lunga battaglia legale, sospese Saunière dalle funzioni sacerdotali. Sauniere morì nel 1917 .
Il curatore delle eredità lasciate da Saunière, Noel Corbu (1912-1968), delle proprietà del parroco ne aveva fatto un ristorante, e solitamente narrarva le origini delle ricchezze del parroco, inoltre aveva depositato presso la Biblioteca Nazionale un manoscritto nel quale avanzava le prime ipotesi sul tesoro trovato da Saunière. Secondo Corbu, Saunière avrebbe ritrovato il tesoro di Bianca di Castiglia, il cui nascondiglio era stato svelato dalle pergamene ritrovate all'interno dell'altare. Ma il custode della Biblioteca di Carcassonne, René Descadeillas, smontò gran parte delle "voci" diffuse da Corbu, e pubblicò i documenti che dimostravano la vera origine delle ricchezze di Saunière: una grande impresa di vendita di messe per corrispondenza. Ma solo in seguito si scoprirà che le ricchezze di Saunière non provenivano solo dalle messe ma anche da finanziamenti occulti da parte di movimenti filomonarchici del tempo.
Mentre alcuni cercatori effettuavano i primi scavi nei dintorni del paese, ritrovando molti reperti che testimoniano la secolare storia del paese, Pierre Plantard fondava in Svizzera, insieme a degli amici, un gruppo di ispirazione esoterica chiamato Priorato di Sion. Come molti altri gruppi esoterici, anche il Priorato di Sion  cercò di crearsi un passato glorioso, falsificando un'infinità di documenti e collegando con personaggi fittizi molti alberi genealogici separati, Plantard si voleva proporre come discendente dai re Merovingi, e quindi erede di un  trono francese.
Per dare credito a questa teoria, oltre a tenere una serie di conferenze nella chiesa di Saint Sulpice a Parigi, Plantard contattò lo scrittore Gérard de Sède che, nel 1967, pubblicò L'or de Rennes. Nel libro veniva raccontato il ritrovamento da parte di Saunière di alcune pergamene, corredato da alcune testimonianze.
In seguito gli abitanti di Rennes si lamentarono che le testimonianze dell'epoca furono gravemente alterate, in quanto gli scrittori intendevano "provare" il ritrovamento di quattro pergamene che fornivano la base documentale dell'invenzione di Plantard. Una signora così si espresse: "Loro non riportavano mai sui loro giornali quel che avevo detto loro, citavano sempre delle pergamene trovate nel pilastro dell'altare sebbene io non avessi mai detto una cosa del genere!".
Il messaggio  nelle pergamene si riferiva ad un tesoro che apparteneva a Sion (dunque al Priorato) e a Dagoberto II e a qualcuno che era "morto là" (a Rennes). Il personaggio che sarebbe morto a Rennes era, nella fantasia di Plantard, Sigeberto IV. Figlio di Dagoberto che morì insieme al padre in giovane età , nel racconto di Plantard divenne invece l'anello di congiunzione tra i Merovingi e i signori di Rennes, dai quali  lui affermava di discendere.
Negli anni settanta in seguito a queste rivelazioni furono dedicati 3 documentari ai misteri di Rennes-le-Chateau.
Infine, un giornalista della BBC, Henry Lincoln, pubblicò con la collaborazione di un romanziere appassionato di esoterismo  il libro "Il Sacro Sangue e il Sacro Graal".
In questo  libro, le vicende raccontate da Plantard vennero ulteriormente distorte dagli autori: attraverso i Merovingi, il fondatore del Priorato di Sion discendeva addirittura da Gesù, il quale non era morto in croce, ma si era sposato con Maria Maddalena e aveva raggiunto Marsiglia per dar vita a una discendenza che avrebbe poi conquistato il trono francese. Secondo la loro versione, il tesoro che trovò Saunière non era di natura materiale ma documentale: gli autori sostennero, che il parroco avesse trovato documenti che provavano la terribile verità della discendenza di Gesù, conosciuta storicamente come dinastia del Sang Real, il "Sangue Reale", termine in seguito tradotto in Santo Graal.
Quindi dietro le ricchezze di Saunière ci sarebbe la mano del Vaticano, il quale comprava il silenzio del parroco per l'imbarazzante scoperta. Questo tesoro maledetto sarebbe giunto dall'oriente tramite i Catari che a loro volta l'avevano ricevuto dai Templari. Questo immaginario gruppo avrebbe avuto a capo, personaggi illustri; furono Gran Maestri di Sion anche Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Robert Boyle, Isaac Newton, Victor Hugo e Jean Cocteau. Lo scopo del Priorato sarebbe stato quello di purificare e rinnovare il mondo intero, unendo tutte le nazioni sotto una monarchia illuminata retta da un sovrano merovingio della stessa discendenza di Cristo.
Basta un'analisi superficiale del libro  per riconoscere la firma di Plantard dietro la finta storia del Priorato di Sion. Nel 1989 Pierre Plantard, rinnegò tutto quello affermato in precedenza e propose una seconda versione della leggenda, asserendo che il Priorato non era nato durante le Crociate ma nel 1781 a Rennes-le-Chateau. Fu incarcerato per truffa.
Oggi sono in parecchi a ritenere che dietro l'improvvisa ricchezza dell'abate ci fosse semplicemente un traffico di donazioni e di messe.
Eppure rimangono molti particolari misteriosi e irrisolti nella vicenda, e la stessa chiesa della Maddalena, così come è stata ristrutturata da Saunière, sembra nascondere ancora dei segreti.
All'interno sono visibili simboli massonici e rosacruciani, e stupisce che sia la statua di un diavolo - Asmodeo - a sorreggere l'acquasantiera. Asmodeo è considerato  il demone guardiano dei tesori.
Inoltre, all'interno della Chiesa, le statue dei santi Germana, Rocco, Antonio Eremita, Antonio da Padova e Luca sono state collocate in maniera tale che le lettere iniziali del nome di ogni santo, se unite tra loro, diano la parola GRAAL, e formino una gigantesca M sotto la statua di Maria Maddalena. Infine, la Maddalena viene rappresentata in questa statua proprio con un calice in mano.